Cedolare secca con più appeal: La riduzione dell'aliquota produce effetti già dal 2013

Sui contratti di locazione a canone concordato cresce l'appeal della cedolare secca. Tutto ciò grazie alla riduzione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva dall'attuale 19 al 15% con effetto già dall'annualità in corso che potrebbe indurre anche a una revisione dell'acconto dovuto per il 2013.

 

 

Tale riduzione di aliquota è infatti prevista nell'articolo 4 della bozza di decreto legge varato mercoledì scorso dal consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi di ieri) all'interno del quale si dispone inoltre che, in deroga alle disposizioni dello statuto del contribuente, l'aliquota ridotta si renderà applicabile già con effetto dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013.

Tali modifiche all'imposta sostitutiva dell'Irpef sui redditi da locazione degli immobili ad uso abitativo renderanno quindi più ancora più conveniente il regime ad imposizione sostitutiva rispetto a quello ordinario sia per i contratti già in essere alla data di entrata in vigore della disposizione sia per quelli che verranno stipulati nel prossimo futuro.

A tale proposito occorre ricordare che nell'effettuare le comparazioni di convenienza fra i due regimi di tassazione alternativi, i contribuenti non dovranno limitarsi al puro confronto di aliquote ma anche alle conseguenze indotte dalla scelta della tassazione sulla base della cedolare secca. Tale regime, proprio perché sostitutivo della tassazione ordinaria, porta con sé tutta una serie di ulteriori conseguenze fra le quali: la necessità di calcolare l'aliquota della cedolare sull'intero ammontare del canone annuale senza alcuna deduzione forfettaria, l'impossibilità di usufruire di oneri deducibili o detrazioni d'imposta in assenza di altri redditi imponibili diverso da quello soggetto a cedolare secca, ed infine, la rinuncia agli aggiornamenti del canone di locazione per l'adeguamento dello stesso alle variazioni del costo della vita o altri parametri similari.

Ciò premesso non vi è dubbio che una riduzione secca dell'aliquota di ben tre punti percentuali non possa che far aumentare la convenienza del regime ad imposta sostitutiva rispetto sia al regime ordinario Irpef, sia allo stesso regime sostitutivo con aliquota del 19%. La nuova aliquota del 15% potrebbe cioè far rivedere le scelte di convenienza effettuate in passato da molti locatori facendoli ora propendere per la tassazione sostituiva in luogo di quella ordinaria.

Oltre a queste considerazioni di carattere generale che si rendono possibili grazie anche alla flessibilità del regime della cedolare secca che consente opzioni o revoche plurime, su base annuale, all'interno di un unico periodo contrattuale, la disposizione prevista nella bozza di decreto si presta anche ad altre riflessioni di carattere più contingente.

L'entrata in vigore immediato della riduzione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva sui contratti di locazione a canone concordato può infatti avere ripercussioni anche sull'acconto dovuto a titolo di cedolare secca per l'annualità 2013.

Secondo la disciplina della cedolare infatti l'acconto dovuto per ogni annualità è pari al 95% del totale e per il versamento degli acconti stessi si applicano gli stessi criteri valevoli per l'acconto Irpef.

Combinando questa disposizione con quella prevista nel secondo comma dell'articolo 4 della bozza di decreto legge emergerebbe infatti la possibilità di procedere a un minor versamento in acconto semplicemente parametrando il 95% del dovuto sulla base della nuova aliquota ridotta del 15%.

Ovvio che tale riduzione degli acconti 2013 dovrà essere operata riparametrando l'importo del secondo acconto dovuto a titolo di cedolare secca in scadenza con il prossimo 30 novembre 2013. A quella data la disposizione in commento dovrebbe aver acquisito la necessaria ufficialità e si potranno pertanto effettuare i giusti correttivi al ribasso del secondo acconto 2013 semplicemente ricalcolando il 95% del dovuto sulla base della nuova aliquota ridotta del 15% anziché dell'attuale 19%.

Il risparmio ottenibile potrebbe anche essere modesto ma di questi tempi tutto ciò che si può evitare di far uscire dalle tasche dei contribuenti non può che essere ben accolto.

 

Fonte:

DIRITTO E FISCO
Di Andrea Bongi 

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