Conseguenze dell'aumento dell'IVA al 22%

 

fonte: idealista

 

 l'aumento dell'iva ordinaria dal 21 al 22% avrà conseguenze anche per quanti vogliono acquistare un immobile o realizzare lavori di ristrutturazione. il rincaro non sarà indiscriminato ma si applicherà a specifiche operazioni

compravendite

-abitazione di lusso anche se si tratta della prima casa. abitazioni di lusso assegnate dalle cooperative edilizie in proprietà e godimento ai soci

- immobili con destino d'uso non abitativo ceduti da imprese costruttrici o di riprino entro cinque anni dalla fine dei lavori

- interi fabbricati o porzioni (uffici, negozi, abitazioni) che non seguono i dettami della legge tupini (secondo la quale più del 50% della superficie deve essere destinata ad uso abitativo e non più del 25% a negozi, botteghe e uffici). sempre che siano stati ceduti dall'impresa entro cinque anni dalla fine dell'intervento

- secondo le novità introdotte dal decreto sviluppo, l' iva si applica anche sulla cessione di immobili effettuate dalle imprese costruttrici o di ristrutturazioni passata la scadenza dei cinque anni, nel caso in cui "nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l' imposizione"

- per la prestazione di servizi dipendenti da contratti di appalto o d'opera per la costruzione di abitazioni di lusso o unità che non rispondono ai dettami della legge Tupini

ristrutturazioni

- tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie effettuate su immobili con una destinazione non prevalentemente abitativa

- acquisto diretto da parte del proprietario di materiali per l'edilizia (come vernici e pennelli), o l'acquisto di beni finiti (pronti per l'installazione, come ad esempio i termosifoni). tra i pochi interventi su cui si applica l'aliquota agevolata del 4% ci sono gli interventi finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche

- parcelle dei consulenti professionali, dal geometra al tecnico che redatta la certificazione energetica)

è bene ricordare che la nuova aliquota del 22% si applica sulle merci consegnate dopo il 30 settembre 2013, mentre rimane valida quella al 21% se la fattura o il pagamento sono avvenute prima di quella data, indipendentemente dalla data di consegna

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